PREFAZIONE

Ho incontrato Nicola che era solo un conoscente, una di quelle persone che vedi per strada e dici: "Quello è Nicola…l'Artista" un involucro di cui ne ignori il contenuto, ma Nicola non è uno che resta un conoscente per molto tempo, è Lui che si conosce e si fa conoscere. Fu così, in una di quelle notti invernali di paese, quando i bar sono chiusi ed il freddo ti penetra nelle ossa che Lui, l'Artista, chiedeva ad un perfetto sconosciuto qual'ero di dare uno sguardo alle sue poesie. Fu proprio allora in quella stupenda creazione denominata "ChiangArt", che era il suo studio, fra pareti ricoperte di dipinti ed i fumi dell'alcool che abbandonavo l'Artista e scoprivo l'uomo. L'uomo nascosto nei suoi sfoghi ed in parole di complicata semplicità. Fra le righe raffioravano miriadi di punti comuni e mi immedesimavo nelle sue sensazioni, scoprivo un universo che spazia fra la chiusa mentalità di paese incapace di aprirsi alla diversità, di affrontarla e superarla, che si raggomitolava solo ed esclusivamente nella commiserazione legata a canoni comportamentali che si perdono nei tempi più remoti ed in tradizioni ormai superate per giungere poi alle caratteristiche eclettiche ed un po' bizzarre di una grande città come Napoli, persa nelle sue eterne contraddizioni, nell'ipocrisia e nella capacità di arrangiarsi, la stessa che ha dato a Nicola la voglia di reagire e di cambiare le cose dentro e fuori se stesso in una crescita interiore che si estende alla globalità del suo mondo che ora era è capace di crescere con Lui. Nicola non è più l'emarginato di un tempo, è divenuto un cardine, un punto di riferimento, uno stimolo continuo per tutti coloro che hanno la fortuna di incontrarlo dando loro il modo di esternare la loro interiorità e di trovare finalmente una propria identità culturale e personale. Leggere le sue poesie è come viaggiare attraverso un percorso travagliato dell'animo per giungere poi attraverso la critica spietata e pessimistica dell'universo che ci circonda ad una purificazione dell'animo stesso che alla fine trova un suo equilibrio e lo estende al lettore. In questo consiste l'egoismo del poeta che scrive solo per se stesso in una sorta di sfogo contro tutto e contro tutti, ma è proprio allora, nel momento stesso in cui mette su carta il suo pensiero che lo estende a chiunque possa e voglia leggerlo in uno slancio di altruismo cosmico. In questa nuova luce, la lettura di queste poesie diventa un arricchimento interiore che rende il lettore consapevole che se anche può sembrare in realtà non siamo mai completamente soli.

Pinto Ignazio

 

 

 

   

 

 

 

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